Ecco arrivata l'estate, la stagione dei bilanci e della bilancia! Si deve organizzare il tempo libero, e, ahimé, si devono fare i conti con la bilancia, che implacabile mette a "nudo" quei chili che si sono accumulati durante l'inverno e che, con la complicità di giacche e scialli, si sono tenuti ben nascosti. Per antonomasia, l'arrivo del caldo estivo è il tempo del riposo e dello svago. Come animali invertebrati, si ha voglia di spogliarsi dalla corazza dell'inverno per ricoprirsi di sole e di colori e, perché no, dimenticarsi, se possibile, dei problemi, giusto il tempo necessario per ricaricare le "pile".
Negli ultimi tempi, però, anche a causa della crisi, le città sono sempre meno vuote e le strade sempre piene d'auto. Solo quando si vedono in giro visi abbronzati, si evince che qualcuno si è concesso un periodo di svago.
Gli esodi verso posti di villeggiatura sono sempre più spesso immagini remote. Ormai più legate al ricordo di qualche pellicola cinematografica del passato, in cui si vedevano strade deserte, silenziose, percorse dai soliti turisti che, come comparse nello scenario di una città d'arte, non smettevano mai di circolare per il centro storico. L'immagine più comune era quella di gruppi di persone intorno alle numerose fontanelle, prodighe, come "buone samaritane", a refrigerare corpi madidi di sudore ma comunque voraci di lasciarsi plasmare da tanta bellezza secolare.
lunedì 1 luglio 2013
sabato 15 giugno 2013
Cronaca dell'Ultramaratona del Gargano, 2013
Ogni volta che mi trovo in mezzo a dei corridori, non posso fare a meno di constatare quanto queste parole siano vere e condivise da altri. L'impegno a voler superare gli ostacoli non è pero compreso da tutti: c'è chi, col metro del raziocinio, giudica chi corre un matto, un incosciente. Naturalmente, più sono lunghe le distanze e più l'incomprensione delle persone "normali" aumenta.
La prima volta che Paolo, mio marito, si è misurato con una ultramaratona di 50 km è stata quando ha corso lungo il lago di Varano, nel tallone d'Italia. Era la prima edizione di questa competizione, nel 2012, ed anche la prima volta che Paolo ha corso una gara più lunga dei 42 km della maratona. Quando in lui maturò l'idea di mettere alla prova la propria resistenza fisica, partecipando ad una gara così lunga, non me ne parlò subito, forse perché credeva, a ragione, che io lo avrei consigliato di lasciare perdere. Me lo comunicò soltanto alla vigilia della partenza, senza darmi il tempo di realizzare cosa significasse una "ultramaratona": "In fondo 50 km sono solo 8 km in più di una maratona. Cosa vuoi che sia?". Mi disse una cosa simile quando passò dai 10 km ai 21 km: "Sono soltanto 11 km di differenza!". Come non averci pensato prima?!